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Rassegna Stampa

14 • 03 • 2019
Montalcino news

Dopo le tappe a New York e Montalcino e in attesa di Vinitaly (Verona, 7-10 aprile), tra pochi giorni il Brunello di Montalcino atterra in Germania, più precisamente a Düsseldorf, dove dal 17 al 19 marzo si tiene l’edizione n. 25 di ProWein, fiera internazionale dei vini e liquori il cui accesso è riservato solo agli operatori del settore. Allo stand del Consorzio del Brunello (Padiglione 16 stand F51) ben 41 cantine di Montalcino offriranno i loro nuovi vini in uscita: Brunello di Montalcino 2014, Brunello di Montalcino Riserva 2013, Rosso di Montalcino 2017, Moscadello e Sant’Antimo.

Parallelamente, alcune aziende del Consorzio prenderanno parte al seminario di approfondimento condotto da Christian Eder, che si terrà domenica 17 marzo (ore 14.15) presso lo stand Vinum (Padiglione 14 stand C61). Questo l’elenco delle aziende partecipanti al seminario ed i vini in degustazione: il Brunello di Montalcino Pianrosso 2013 di Ciacci Piccolomini d’Aragona, il Brunello di Montalcino 2014 di Col d’Orcia, il Brunello di Montalcino Riserva 2013 di Donatella Cinelli Colombini, il Brunello di Montalcino Vigna Le Macchiarelle Riserva 2013 di Fanti, il Brunello di Montalcino 2014 de La Magia, il Brunello di Montalcino Riserva 2013 di SassodiSole e il Brunello di Montalcino 2014 di Tenuta Buon Tempo.

Focus: le cantine di Montalcino presenti a ProWein 2019

Argiano, Barbi, Bartoli Giusti Tenuta Comunali, Capanna, Caprili, Casanova di Neri, Castello Romitorio, Castello Tricerchi, Castiglion del Bosco, Cava d’Onice, Ciacci Piccolomini d’Aragona, Col di Lamo, Col d’Orcia, Cortonesi - La Mannella, Donatella Cinelli Colombini, Fanti, Fattoria La Lecciaia, Ferrero, Fornacina, Fossacolle, Il Poggione, La Fiorita, La Magia, La Palazzetta, La Poderina, Lisini, Loacker Corte Pavone, Mastrojanni, Matè, Mocali, Padelletti, Pinino, Podere Le Ripi, Poggio Antico, Ridolfi, SassodiSole, Tenuta Buon Tempo, Uccelliera - Voliero, Ventolaio, Villa I Cipressi, Villa Poggio Salvi.

22 • 02 • 2019
Montalcino news

“Madre Natura non si è trattenuta nel 2014 ed ha creato condizioni di crescita estremamente difficili per i produttori di Montalcino, portando molti a confrontare il 2014 con il diluvio del 2002 (…). Raggiungere buoni risultati è dipeso quasi interamente dai produttori”. Kerin O’Keefe, italian editor del magazine Usa Wine Enthusiast, ha commentato le ultime annate di Brunello in uscita sul mercato, stilando la sua top 10 dei Brunello 2014. Nel podio, con 95 punti, troviamo Baricci, Ciacci Piccolomini d’Aragona e Le Chiuse. “Per mantenere i nostri standard di qualità in anni come questi, selezioniamo attentamente le uve e produciamo solo il nostro classico Brunello, ma non il nostro Brunello Pianrosso o il nostro Brunello Riserva Santa Caterina d’Oro - afferma a Wine Enthusiast Paolo Bianchini, co-proprietario insieme alla sorella Lucia della tenuta Ciacci Piccolomini d’Aragona - la nostra produzione è diminuita del 25-30% nel 2014, ma a causa di tutto il duro lavoro siamo più che soddisfatti dei risultati”.

 

O’Keefe ha messo in fila anche le cinque migliori Riserve 2013: Il Marroneto (98 punti), Gianni Brunelli (96 punti), Fuligni (96 punti), Marchesi Antinori (95 punti) e Donatella Cinelli Colombini (95 punti).

 

Qualche produttore non ha prodotto nessun Brunello 2014, scegliendo di declassarlo a Rosso di Montalcino. Per esempio Biondi Santi, Padelletti e Conti Costanti. “Abbiamo raccolto in ritardo, intorno al 10 ottobre, ma sin dall’inizio - spiega Andrea Costanti - ho deciso di fare meno Brunello e concentrarmi maggiormente sul Rosso di Montalcino che era delicato, elegante e aveva un’acidità eccellente. Dopo il secondo anno in legno, ho deciso di non realizzare affatto il Brunello e ho realizzato invece il Vermiglio Rosso di Montalcino. In questi anni difficili, voglio fare un grande vino che possa reggere la storia di Costanti e, a mio parere, nel 2014 non poteva essere il Brunello. Così ho deciso di fare un buon Rosso al posto di un mediocre Brunello. Ovviamente la mia decisione riguarda il mio terroir ed il mio vino, ma il 2014 si esprime al meglio nei vini più giovani “.

 

“Dopo una lunga degustazione dei Brunelli 2014 - sottolinea Kerin O’Keefe - sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla pura eleganza, dalla vivacità e dall’equilibrio delle bottiglie di alcuni dei migliori produttori. Mentre non hanno la struttura ed il potenziale di invecchiamento tipico del Brunello, sono invitanti, fragranti, con aromi e sapori di bacca rossa fresca, viola, rosa ed erbe selvatiche. Hanno acidità vivace e tannini levigati. La maggior parte sono già nella loro finestra ideale di bevibilità, ma i migliori dureranno anche fino a quindici anni”.

 

Focus: la top 10 di Brunello 2014 di Kerin O’Keefe

 

1 - Baricci, 95 punti

 

1 - Ciacci Piccolomini d’Aragona, 95 punti

 

1 - Le Chiuse, 95 punti

 

4 - Le Potazzine, 94 punti

 

4 - Siro Pacenti Vecchie Vigne, 94 punti

 

4 - San Polino Helicrysum, 94 punti

 

7 - Castelgiocondo, 93 punti

 

7 - La Fiorita, 93 punti

 

7 - Banfi Poggio alle Mura, 93 punti

 

7 - San Polo, 93 punti

 

Focus: la top 5 di Brunello Riserva 2013 di Kerin O’Keefe

 

1 - Il Marroneto Madonna delle Grazie, 98 punti

 

2 - Gianni Brunelli, 96 punti

 

2 - Fuligni, 96 punti

 

4 - Marchesi Antinori Vigna Ferrovia, 95 punti

 

4 - Donatella Cinelli Colombini, 95 punti

19 • 02 • 2019
Montalcino news

Benvenuto Brunello si è concluso appena ieri ma ovviamente il mondo del vino non si ferma. E per il nostro Brunello di Montalcino è il momento di ritornare negli States. Winenews.it ha citato le griffe del vino italiano che, insieme alle più prestigiose cantine di tutto il mondo, saranno protagoniste in Usa, con il “Grand Tour” firmato “Wine Spectator” che porterà l’eccellenza del vino mondiale in alcune delle più importanti città degli Stati Uniti, primo mercato al mondo per il vino e primo partner straniero della cantine del Belpaese. Il 27 aprile il “circus” enoico sarà protagonista nella città delle mille luci, Las Vegas, per poi fare tappa a Chicago, il 2 maggio, e chiudere con vista sulle spiagge di Miami, il 10 maggio. In degustazione, oltre 240 etichette valutate almeno 90 punti dalla rivista americana. Tra i produttori di Montalcino ci sono: Allegrini, Altesino, Antinori, Argiano, Castello Banfi, Fattoria dei Barbi, Caparzo, Carpineto, Casanova di Neri, Ciacci Piccolomini d’Aragona, Frescobaldi, Fuligni, La Gerla, Tenuta Luce, Siro Pacenti.

 

05 • 02 • 2019
Montalcino news

Brunello di Montalcino, i punteggi per l’annata 2014 non sono al top. Ma la notizia, tutto sommato, era prevedibile. Molto meglio la 2013, ma anche in questo caso non parliamo di una novità. Monica Larner, corrispondente in Italia per Robert Parker, il guru americano della critica enologica mondiale, creatore di una delle sue pubblicazioni più autorevoli, “The Wine Advocate”, ha pubblicato i suoi punteggi. I migliori li riportiamo qui sotto. Sfiora la perfezione il Brunello di Montalcino Riserva Madonna delle Grazie 2013 (99 punti), per l’annata 2014 il punteggio più alto è 94+ (Altesino Brunello di Montalcino Montosoli 2014). Per quanto riguarda il Rosso di Montalcino spiccano i 94 punti per la 2016 di Poggio di Sotto mentre il “best ranking” del 2017 è 91.

 

Ecco “i migliori assaggi” con i punteggi di Monica Larner.

 

99. Il Marroneto Brunello di Montalcino Riserva Madonna delle Grazie 2013

 

97. Canalicchio di Sopra Brunello di Montalcino Riserva 2013

 

97. Casanova di Neri Brunello di Montalcino Cerretalto 2013

 

97. Salicutti Brunello di Montalcino Riserva Piaggione SV 2013

 

97. Poggio di Sotto Brunello di Montalcino Riserva 2013

 

96+. Gianni Brunelli le Chiuse di Sotto Brunello di Montalcino Riserva 2013

 

96. Mastrojanni Brunello di Montalcino Vigna Schiena d’Asino 2013

 

96. Valdicava Brunello di Montalcino Riserva Madonna del Piano 2013

 

95+. Fuligni Brunello di Montalcino Riserva 2013

 

95. Castello Banfi Brunello di Montalcino Riserva Poggio alle Mura 2013

 

95. Ciacci Piccolomini d’Aragona Brunello di Montalcino Pianrosso 2013

 

95. Col d’Orcia Brunello di Montalcino Riserva Poggio al Vento 2012

 

95. Fattoria dei Barbi Brunello di Montalcino Riserva 2013

 

95. Podere le Ripi Brunello di Montalcino Riserva Lupi e Sirene 2013

 

94+. Altesino Brunello di Montalcino Montosoli 2014

 

94. Altesino Brunello di Montalcino Riserva 2013

 

94. Col d’Orcia Brunello di Montalcino Nastagio 2013

 

94. Donatella Cinelli Colombini Brunello di Montalcino Riserva 2013

 

94. Il Poggione Brunello di Montalcino 2014

 

94. La Fiorita Brunello di Montalcino Riserva 2013

 

94. La Poderina Brunello di Montalcino Riserva Poggio Abate 2013

 

94. Marchesi Antinori Brunello di Montalcino Riserva Pian delle Vigne Vignaferrovia 2013

 

94. Renieri Brunello di Montalcino Riserva 2013

 

01 • 02 • 2019
Montalcino news

Alex Zanardi firmerà la piastrella celebrativa di Benvenuto Brunello. Secondo i rumors WineNews sarà il pilota, paraciclista e conduttore tv bolognese, vero eroe contemporaneo e figura di riferimento per lo sport paralimpico, a realizzare la formella da affiggere, come tradizione, alla facciata del palazzo comunale storico di Montalcino, e contenente le stelle assegnate all’ultima annata, la 2018, secondo le valutazioni della Commissione d’Assaggio. Zanardì sarà presente il 16 febbraio, nel pieno della kermesse che chiude la lunga settimana delle Anteprime di Toscana, e tornerà a Montalcino a distanza di un anno.

Era il 5 gennaio 2018 quando visitò la tenuta Ciacci Piccolomini d’Aragona ed espose un progetto legato ad una delle sue associazioni no profit, “Obiettivo 3”, al proprietario Paolo Bianchini, che pochi mesi dopo si fece 200 chilometri in bicicletta da Montalcino a Marina di Massa insieme al responsabile commerciale Mauro Zanca per donare 10.000 euro. Zanardi, a casa Bianchini, scoprì il celebre Museo della Bicicletta, dove sono custodite magliette storiche e bici d’epoca appartenute ai più grandi campioni di questo sport, come Moser, Casagrande, Scarponi, Cipollini, Fondriest, Bitossi, Colnago, e poi degustò il Brunello di Montalcino 2013. Adesso, quando tornerà a Montalcino, avrà una più ampia scelta: potrà assaggiare l’annata 2014, la Riserva 2013, il Rosso 2017, il Moscadello o il Sant’Antimo.

31 • 01 • 2019
Robert Parker

By Monica Larner

Straight and simple, here’s the lowdown on 2014 Brunello di Montalcino. This is an ephemeral vintage that delivers dimmed-down, sometimes stripped-down expressions of Sangiovese. Like your laptop on low battery, this vintage operates at reduced intensity.

In winespeak, a weak vintage such as 2014 can be recast as “elegant” or “finessed.” I’m not going to disagree, because in fact this vintage is indeed both of those things. The aromas are dainty, fragile and graceful. However, they are also faint and scarce when compared to classic, more forthright vintages, such as 2006, 2007, 2009, 2010 and 2013. The mouthfeel and the fruit flavors in 2014 are shorter, thinner and more abrupt compared to those other vintages.

This is a near-term vintage to enjoy in association with easy-drinking or informal occasions. Generally speaking, I do not recommend it for prolonged cellar aging. Most of these wines are immediately accessible upon release.

It’s also a vintage that plays its cards close to its chest. My appellation-wide sample grouping was much smaller this year because many producers opted to skip over the 2014 vintage all together. Others made a Brunello annata using fruit that would otherwise be earmarked for selezione, single-vineyard or riserva wines. I would guess that almost everyone who made 2014 Brunello di Montalcino made less of it. We will see very little, if any, 2014 Brunello di Montalcino Riserva released next year. These are reflections of the lessened confidence producers placed in the vintage.

Andrea Machetti, general manager of Mastrojanni, says he was forced to discard one-third of his harvested fruit: “When a vintage is this difficult, we must rely on our experience and ability to make a wine that meets the high standards of the appellation even if it means making great sacrifices in the vineyard.” Marco Bacci of Renieri made only 6,600 bottles of Brunello in 2014, and he declassified the rest to Rosso di Montalcino. The folks at Argiano made 50,000 fewer bottles of 2014 Brunello di Montalcino compared to an average vintage. Too much unripe or rotted fruit had to be thrown out at the sorting table. Soggy conditions, frequent rains and below-average temperatures delayed the entire growing season.

The farmers of Montalcino are some of the best in Italy. They are abundantly armed with the learned expertise to navigate the challenges of a vintage such as 2014. As Andrea Machetti describes, the key to good winemaking in 2014 was stringent fruit selection. Dropping fruit, or green harvesting, was also fundamental in order to achieve better ripeness in the remaining fruit. Farmers summoned the sheer courage needed to severely reduce yields and bottle production. A refrain often heard in Montalcino is that 2014 was bad on many levels, but it was especially bad on the bottom line.

My biggest criticism of 2014 Brunello di Montalcino has less to do with the quality of the wines than the high price points associated with them. This was an expensive vintage to make, and Brunello is an expensive (I would argue overpriced) wine to begin with. In good faith, I cannot recommend your average $80 bottle of Brunello over a $25 bottle of Rosso di Montalcino. In fact, the current 2016 and 2017 vintages of Rosso di Montalcino are nothing to sneeze at. The 2016 vintage is excellent with bright intensity, streamlined elegance and generous texture. I scored a few 2016 Rosso di Montalcinos a point or two higher than their corresponding 2014 Brunello di Montalcinos. This is one of the most delightful Rosso di Montalcino vintages I have ever tasted. The 2016 vintage is shaping up to be epic.

Alternatively, I would recommend a $120 bottle of 2013 Brunello di Montalcino Riserva also hitting the market now. The 2013 vintage is firm, tight and ready for the long haul. If you are looking to buy bottles to lay down in your cellar, you’ll discover quite a few gems in this excellent group of 2013 riservas.

As readers may recall, expectations were poor in advance of the 2014 Barolo releases last year in Piedmont. That vintage surprised us all because results in the bottle were actually pretty terrific despite the doomsday predictions. Nebbiolo, it would seem, is more elastic in the difficult vintages. Sangiovese is a different animal. When pushed beyond its comfort zone, the finicky grape falls flat. The most positive attributes of 2014 Brunello di Montalcino fall squarely on the intelligence and ingenuity of the farmers who nudged their fruit to ripeness despite the odds they faced. The scores you see in this report have been carefully judged to address those extraordinary efforts.

Unless you are buying the brands you love and trust, I would direct readers away from overpriced 2014 Brunello di Montalcino. I would instead enthusiastically recommend 2016 Rosso di Montalcino for near-term consumption and 2013 Brunello di Montalcino Riserva if you want to stock your cellar.

About this Tasting:

This year, I conducted my tasting of these new releases in a different manner. To be more specific, I conducted the tasting in a different place. In advance of our early January deadline to publish notes in our End of January issue, I arranged to send the wines to myself at my address in California (where I celebrated the holidays). By doing so, I am among the first to publish reviews as the wines hit domestic and foreign markets. Plus, I was able to respect the Consorzio del Vino Brunello di Montalcino’s wishes that all official reviews be published after the official January 1st release date set by the appellation.

For the first time in Wine Advocate history, I am able to bring you a sneak peek of 2014 Brunello di Montalcino in the End of January issue that is published before the official Benvenuto Brunello press preview tasting in Montalcino in mid-February. In fact, this first group of reviews should be published exactly when producers present their new vintage in New York at the end of January. Because of the publishing delays associated with our print issue, these reviews in years past have always been published in late February, after the Benvenuto Brunello. Maybe it’s just me, but I am very excited by this improved timeliness to our Brunello publishing schedule. I hope you are too.

I am presenting 100 reviews in the End of January issue (also to be published in the print edition of Issue 241). There will be an additional 130 notes online in our End of February issue.

Because I collected my samples earlier than normal, not all producers felt their wines were ready for review. Some producers skipped over the 2014 vintage altogether and had no wines to submit. Others simply decided not to submit the wines they did make. Among the brands I regularly review, these names are missing from this initial report: Biondi-Santi, Castello Romitorio, Castiglion del Bosco, Cerbaiona (a sample I usually purchase at retail upon release), Giodo, Pian dell’Orino, Pieve Santa Restituta, Salvioni and Stella di Campalto. I’ll be sure to include these in a second group of reviews to go online in early spring along with any other missing names.

I would love to hear back from readers with any special requests or comments regarding this tasting. We have a new comments section on our website, which you can find just below the end of this article (and all other Wine Advocate articles), and I look forward to continuing our conversation there.

08 • 01 • 2019
Bibenda

 

L’antica tenuta dei Ciacci Piccolomini d’Aragona all’estinzione del casato, nel 1985, passò in eredità al fattore Giuseppe Bianchini e alla sua famiglia che ne aveva cura già da generazioni. Da proprietario si impegnò per incrementare la produzione, pur mantenendo alta la qualità per mirare all’esportazione nei mercati del mondo. Oggi alla guida troviamo i suoi figli Paolo e Lucia, affiancati già dai nipoti che operano nelle due le cantine aziendali. In quella storica di Palazzo Ciacci Piccolomini d’Aragona vengono custodite le vecchie annate, nella nuova a Molinello, realizzata proprio da Giuseppe Bianchini, si trovano gli uffici e i locali di vinificazione. Oltre ai grandi Brunello di casa, conquista per piacevolezza e territorialità anche questo Rosso di Montalcino, rubino brillante con striature granato. Profuma di frutta matura e liquirizia, poi geranio e spezie piccanti. Al palato è sintesi perfetta tra muscolarità ed eleganza, sapidità e morbidezza.

Rosso di Montalcino 2016

Rosso Doc - Sangiovese Grosso 100% - € 14 - 4 Grappoli: La Grande Qualità di Bibenda

03 • 01 • 2019
Montalcino news

Il 2018 è stato un anno da incorniciare per il vino italiano a livello di critica mondiale, con la “doppietta” al vertice delle classifiche più attese, quelle che, in qualche modo, spostano il mercato, con il Sassicaia 2015 della Tenuta San Guido al vertice della “Top 100” di “Wine Spectator” ed il Nizza Cipressi 2015 di Chiarlo al n. 1 di quella di “Wine Enthusiast”. Ma al vertice assoluto della qualità, a livello di territorio, c’è sempre Bordeaux, seguito da Montalcino. Almeno a guardare i vini assaggiati nel 2018 e premiati con 100/100, il massimo possibile, dalla stessa “Wine Enthusiast”. Secondo la rivista diretta da Adam Strum (e la cui Italian editor è Kerin O’Keefe), delle 15 “perle” enoiche (sugli oltre 24.000 vini assaggiati nell’anno appena passato), ben 5 sono bordolesi, e tutti grandi nomi che, peraltro, confermano la bontà di un’annata 2015 destinata restare nella storia, ovvero Château Ausone 2015 (Saint-Émilion), Château Cheval Blanc 2015 (Saint-Émilion), Château Lafite Rothschild 2015 (Pauillac), Château Margaux 2015 (Margaux) e Château Pétrus 2015 (Pomerol). L’Italia, riferisce il sito Winenews.it, è rappresentata dal Montalcino, con i 100/100 assegnati al Brunello di Montalcino Riserva 2012 Vigna di Pianrosso Santa Caterina d’Oro di Ciacci Piccolomini d’Aragona, al Brunello di Montalcino Riserva 2012 di Conti Costanti, e al Brunello di Montalcino 2013 de Le Chiuse.

Due territori che, dunque, si confermano in vetta al mondo. La sorpresa, in qualche modo, è l’Austria, con ben 4 etichette premiate, di cui 3 dal Land del Burgenland, ovvero il Zwischen den Seen Trockenbeerenauslese Nummer 8 Muscat Ottonel ed il Zwischen den Seen Trockenbeerenauslese Nummer 4 Scheurebe, entrambi annata 2015 ed entrambi della cantina Kracher, ed il Ruster Ausbruch Auf den Flügeln der Morgenröte Welschriesling 2015 di Heidi Schröck, a cui, dal Sud della Stiria, si aggiunge il Trockenbeerenauslese Sauvignon Blanc 2013 di Sattlerhof.

Del club dei 100 punti, ancora, fanno parte l’Estate Vineyard Bonshaw Block Pinot Noir 2016 di Patricia Green Cellars, dall’Oregon, a conferma della crescita qualitativa di una delle regioni del vino mondiale più dinamiche del mondo, e, dal “Vecchio Mondo”, lo Champagne Cuvée Sir Winston Churchill Brut 2008 di Pol Roger, ed il Porto The Stone Terraces Vintage 2016 di W. & J. Graham’s.

03 • 01 • 2019
Wine News

 

15 i vini “perfetti” assaggiati nel 2018 dalla rivista Usa, con 5 etichette bordolesi, 3 da Montalcino, 4 austriaci e poi Champagne, Oregon e Porto

Il 2018 è stato un anno da incorniciare per il vino italiano a livello di critica mondiale, con la “doppietta” al vertice delle classifiche più attese, quelle che, in qualche modo, spostano il mercato, con il Sassicaia 2015 della Tenuta San Guido al vertice della “Top 100” di “Wine Spectator” ed il Nizza Cipressi 2015 di Chiarlo al n. 1 di quella di “Wine Enthusiast”. Ma al vertice assoluto della qualità, a livello di territorio, c’è sempre Bordeaux, seguito da Montalcino.

Almeno a guardare i vini assaggiati nel 2018 e premiati con 100/100, il massimo possibile, dalla stessa “Wine Enthusiast”. Secondo la rivista diretta da Adam Strum (e la cui italian editor è Kerin O’Keefe), delle 15 “perle” enoiche (sugli oltre 24.000 vini assaggiati nell’anno appena passato), ben 5 sono bordolesi, e tutti grandi nomi che, peraltro, confermano la bontà di un’annata 2015 destinata restare nella storia, ovvero Château Ausone 2015 (Saint-Émilion), Château Cheval Blanc 2015 (Saint-Émilion), Château Lafite Rothschild 2015 (Pauillac), Château Margaux 2015 (Margaux) e Château Pétrus 2015 (Pomerol). L’Italia, come già riportato, è rappresentata dal Montalcino, con i 100/100 assegnati al Brunello di Montalcino Riserva 2012 Vigna di Pianrosso Santa Caterina d’Oro di Ciacci Piccolomini d’Aragona, al Brunello di Montalcino Riserva 2012 di Conti Costanti, e al Brunello di Montalcino 2013 de Le Chiuse.

Due territori che, dunque, si confermano in vetta al mondo. La sorpresa, in qualche modo, è l’Austria, con ben 4 etichette premiate, di cui 3 dal Land del Burgenland, ovvero il Zwischen den Seen Trockenbeerenauslese Nummer 8 Muscat Ottonel ed il Zwischen den Seen Trockenbeerenauslese Nummer 4 Scheurebe, entrambi annata 2015 ed entrambi della cantina Kracher, ed il Ruster Ausbruch Auf den Flügeln der Morgenröte Welschriesling 2015 di Heidi Schröck, a cui, dal Sud della Stiria, si aggiunge il Trockenbeerenauslese Sauvignon Blanc 2013 di Sattlerhof.

Del club dei 100 punti, ancora, fanno parte l’Estate Vineyard Bonshaw Block Pinot Noir 2016 di Patricia Green Cellars, dall’Oregon, a conferma della crescita qualitativa di una delle regioni del vino mondiale più dinamiche del mondo, e, dal “Vecchio Mondo”, lo Champagne Cuvée Sir Winston Churchill Brut 2008 di Pol Roger, ed il Porto The Stone Terraces Vintage 2016 di W. & J. Graham’s.